Area archeologica di Velia

Scavi di Velia

I resti della colonia magno-greca di Elea, chiamata Velia in epoca romana, costituiscono un’ampia e affascinante area archeologica affacciata sul mare.

Elea fu fondata attorno al 540 a.C. da una popolazione proveniente da Focea (in Asia Minore), in fuga in seguito ad un attacco dell’esercito persiano di Ciro. Dopo un tentativo di insediarsi in Corsica, fallito per la reazione di Etruschi e Cartaginesi, i Focei ripararono verso le coste cilentane in un sito che probabilmente avevano già frequentato. Abili naviganti, i Focei avevano già fondato vari scali nel Mediterraneo, tra i quali anche Marsiglia. Dopo aver tenuto testa ai Lucani che cercarono di impadronirsene, Velia nel 389 a.C. entrò a far parte della Lega Italiota. Successivamente, insieme con Paestum, fu alleata di Roma nelle guerre cartaginesi. Nell’88 a.C. divenne municipio romano.

Passeggiando tra le sue vestigia si osservano ancora tracce notevoli della città più arcaica con le abitazioni costruite con blocchetti di arenaria a forma poligonale su terrazzamenti che sfruttano il pendio naturale della collina. Il monumento più significativo di Elea è la Porta Rosa (metà IV sec. a.C.), con un arco a tutto sesto che, secondo alcuni, dimostra l’uso dell’arco nell’architettura greca: di certo è uno dei più antichi archi in Occidente. Di epoca romana sono invece le terme e l’edificio con criptoportico.

Elea fu nota nel mondo antico per i suoi commerci (era dotata di due porti, che nel tempo si sono insabbiati: allora la linea di costa era decisamente più arretrata), per la bellezza dei luoghi e per le “buone leggi”. In epoca romana fu frequentata dall’aristocrazia romana: Bruto vi possedeva un’abitazione, Cicerone la frequentava abitualmente.

Nel Medioevo iniziò per Elea/Velia un periodo di progressivo abbandono per l’impossibilità di utilizzare i porti. Nella Cappella Palatina (chiesa del XIII sec.) sono esposti reperti di età tardo-arcaica e classica: ceramiche, terrecotte e le stele di marmo di età romana con iscrizioni in lingua greca su cui si legge il nome di Parmenide, mentre nella chiesa di Santa Maria (XVII sec.) sono esposti reperti di età ellenistica e romana.

LA SCUOLA ELEATICA. Tra i suoi cittadini più illustri Elea poté vantare i filosofi Parmenide e Zenone (V sec. a.C.), fondatori della scuola filosofica Eleatica che grande influenza ebbe sul pensiero socratico e di Platone. Qui è nata la “logica parmenidea” (l’ente come il qualcosa che è e che non può non essere), qui ha avuto origine il pensiero che ha influenzato la logica, la matematica greca e il ragionamento ipotetico-deduttivo. Qui Zenone, che fu allievo di Parmenide, elaborò il metodo della dimostrazione indiretta di una tesi mediante la riduzione all’assurdo della tesi contraddittoria: per questo Aristotele gli riconobbe il titolo di “inventore della dialettica”. Possiamo affermare che il pensiero occidentale è nato qui.

Ogni anno a Velia, in ottobre, si svolge il Festival della filosofia che lo scorso anno ha coinvolto anche Morigerati dove sono state organizzate passeggiate filosofiche nella grotta del Bussento ispirate al mito della caverna di Platone.

Durante l’estate, invece, Velia diventa sede di un prestigioso Festival di teatro.

Velia dista da Morigerati 65 km circa (1 h e 20 minuti).

Gli Scavi di Velia sono aperti tutti i giorni dalle 9 fino ad un’ora prima del tramonto

Ingresso: 2 €

Tel. 0974.972396