Morigerati e Sicilì

Castello Baronale di Morigerati

Le origini di Morigerati si perdono nella notte dei tempi. Il primo nucleo dell’abitato potrebbe essere riconducibile ad un villaggio fondato dalla popolazione italica dei Morgeti, poi diventato una piccola colonia romana come testimoniano i ruderi in località “romanuru”.
L’origine dell’attuale del borgo si fa risalire ad un insediamento di monaci basiliani provenienti dalla Grecia e arrivati nel sud della penisola italiana in seguito alle persecuzioni iconoclaste (nel 730 l’imperatore bizantino Leone III ordinò in tutte le province dell’Impero di Oriente di distruggere le immagini di Cristo e dei santi come reazione all’eccessivo culto di icone e reliquie). I monaci basiliani si ribellarono al  divieto e per sfuggire alle persecuzioni lasciarono la Grecia per rifugiarsi nell’Italia meridionale, privilegiando luoghi appartati, più sicuri e adatti alla contemplazione. I numerosi toponomi grecofoni, la venerazione dell’icona San Demetrio tutt’ora custodita nella chiesa di Morigerati, la celebrazione del  rito ortodosso attestato almeno fino al 1697 e persino la gastronomia (le zeppole scaurate, dall’impasto cotto, fritto e poi cosparso di miele) rimandano ad un mondo greco-orientale.
Saranno i normanni a togliere queste terre ai basiliani, poi gli angioini le concessero in feudo ai potenti Sanseverino. Successivamente, per vicende matrimoniali, passarono a Matteo Comite di Salerno per poi essere vendute ai Di Stefano che nel XV secolo fecero costruire il palazzo baronale dove tutt’ora vive una discendente della famiglia.
L’isolamento dalle grandi vie di comunicazione e la conseguente marginalità della zona ha provocato, dalla fine dell’800, una forte emigrazione verso le Americhe, in particolare verso il Brasile (a Belo Horizonte c’è la più grossa comunità di morigeratesi) proseguita per gran parte del ’900 verso l’Europa e le grandi città italiane.
Oggi Morigerati si raggiunge facilmente su strade veloci. Come per vaste aree interne del Cilento, l’isolamente ha giocato a favore della conservazione sia della natura che di un mondo ricchissimo dei valori rurali del passato, al quale tutti oggi guardiamo con sempre maggiore interesse.  La vita quotidiana di queste vallate è documentata nel museo Etnografico di Morigerati.