Parco Nazionale del Cilento

“Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è il parco mediterraneo per eccellenza grazie alla tipologia ambientale che lo contraddistingue, macchia mediterranea con lecci, ulivi, pinete e vestigia di tutte le civiltà che si sono affacciate su questo mare dal Paleolitico agli insediamenti di Paestum e Velia, dagli insediamenti medievali fini al capolavoro barocco della Certosa di Padula. Magnifico risultato dell’opera della natura e dell’uomo. Situato sulla costa  del Mar Tirreno, è oggi un paesaggio vivente che mantiene un ruolo attivo nella società contemporanea ma conserva i caratteri tradizionali che lo hanno generato: organizzazione del territorio, trama dei percorsi, struttura delle coltivazioni e sistema degli insediamenti.”

Così l’Unesco descrive il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano inserito nella prestigiosa lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Si tratta del più vasto Parco Nazionale italiano (181 mila ettari, più 9mila ettari di aree protette marine, 80 comuni, 230 mila abitanti), che presenta un’estrema varietà di paesaggi: in pochi minuti si può passare dai litorali sabbiosi all’alta montagna, attraverso vallate dominate da pareti rocciose, pianori ammantati di ginestre, pascoli remoti, foreste originarie, massicci calcarei plasmati dalla acque in rilevanti fenomeni carsici, fiumi che scorrono in suggestive gole, vaste aree in cui la scarsa antropizzazione permette la sopravvivenza di specie già estinte in altre zone appenniniche come la lontra, il lupo, il pipistrello, il gatto selvatico, la martora, la lepre italica, la coturnice, l’aquila reale, il gambero di fiume, oltre a numerosi anfibi.

Biodiversità.Tale varietà di paesaggi rende ricchissima la flora presente nel Parco, oltre 2000 specie, il 10 per cento delle quali di particolare importanza perché endemiche e rare. La più nota, che è stata scelta come simbolo del Parco Nazionale, è la Primula di Palinuro (Primula palinuri). Sul litorale sabbioso della Cala del Cefalo (tra Palinuro e Marina di Camerota) crescono (e vengono protetti) il Giglio marino, la Santolina delle spiagge. Ovunque la macchia mediterranea cresce rigogliosa, in un tripudio di corbezzoli, carrubi, lecci, ginestre, mirto, mentre salendo sui pendii montani si attraversano ampi faggeti.

Geodiversità. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è stato di recente ammesso nella prestigiosa European Geoparks Network che opera sotto l’egida Unesco. Diventare Geoparco Unesco è un segno di riconoscimento internazionale e di eccellenza, sinonimo di protezione ambientale e di sviluppo, inteso come tutela della biodiversità, geodiversità e sostenibilità ambientale.

Cos’è un Geoparco? E’ un territorio nel quale sono presenti siti geologici di particolare importanza per qualità scientifica, rarità, richiamo estetico o valore educativo. Il loro interesse può anche essere archeologico, ecologico, storico o culturale. Ad esso è associata una strategia di sviluppo sostenibile.

Il Parco Nazionale del Cilento, che secondo il geologo prof. Domenico Guida è “la chiave per capire il Mediterraneo”, consente di fare un viaggio di milioni di anni nella geologia, grazie alla sua notevole geodiversità, dovuta alla presenza nel suo territorio di 2 tipologie di rocce:

- quelle bianche dei rilievi calcarei interni dei monti Alburni, Cocuzza, Cerasuolo, Motola e Cervati che si sono formati alcune centinaia di milioni di anni fa sul fondo del mar di Tetide che separava il continente africano da quello euro-asiatico. Questi sono stati modificati, inclinati e accavallati dall’avvicinamento dei continenti che ha portato alla formazione degli Appennini, e successivamente plasmati, incisi, scavati in gole e grotte dall’azione dell’acqua.

- quelle nere, grigie e brune del Flysch del Cilento, prevalente nella fascia costiera, costituito da rocce di varia natura, caratterizzate dalla stratificazione (come lo spettacolare terrazzo marino di Punta Licosa), che deriva da sedimenti accumulati nei fondi marini, paesaggio dalla morfologia più dolce, più ricco di vegetazione, ammantato di macchia mediterranea.

Tale geodiversità spiega la varietà dei paesaggi: alte scogliere, grotte marine, valli dolci e amene accanto a gole spettacolari e forre inaccessibili, torrenti vorticosi, cascate, colossali inghiottitoi, grotte e piani carsici, massicci montuosi che sfiorano i 2 mila metri a pochi chilometri dalla costa, coste sabbiose interrotte da alte falesie.

Vai al sito del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.